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    <title>&#13;             &#13;            fabioprotasoni.it</title>
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    <description>Il mondo è fatto della nostra immaginazione; i nostri occhi lo animano, le nostre mani gli danno forma. Volere qualcosa lo fa crescere rigoglioso; il senso è quello che ci metti dentro, non quello che ne estrai. Puoi vedere solo quello che sei propenso a vedere, e niente di più.  Siamo solo noi che dobbiamo creare il nuovo.&lt;br/&gt;                                                                                                                                                                                                                                               Hanif Kureishi - Nell'intimità</description>
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      <title>Tocca a noi</title>
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      <pubDate>Mon, 8 Mar 2010 10:43:45 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Voci/2010/3/8_Tocca_a_noi_files/manifestazione%20pd.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Media/object002_4.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:285px; height:214px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Di tutte le soluzioni possibili al caos liste il Governo ha adottato quella più devastante. Con un abile trucco giuridico, che ha messo in angolo anche il presidente della repubblica, hanno cambiato la sostanza delle regole mentre si stava giocando. L’indignazione dei cittadini onesti e di tutte quelle forze che, riuscendoci o no, hanno lavorato onestamente per raccogliere le firme e presentarsi alle elezioni è sacrosanta! Regole che valgono per alcuni e non per tutti, scadenze e vincoli che vengono interpretati e annullati, verifiche e controlli svuotati di senso. Non si tratta di un incidente o di una soluzione forzata dagli eventi come vorrebbero farci credere, ma la punta dell’iceberg di una filosofia politica, di un modo di vedere lo stato arrogante e privatistico. Nei giorni scorsi ad Aosta in un convegno organizzato dal “comitato per la sussidiarietà” valdostano si è riflettuto sul concetto di bene comune. Cosa hanno da dire oggi il sen. Fosson, il presidente Rollandin e Maurizio Lupi che sono intervenuti in quel convegno? Quello che è avvenuto è bene comune? Quando Donzel, in quello stesso convegno ha posto l’esigenza di ancorare il bene comune ha una prassi reale del confronto, alla forma e alla sostanza della democrazia che è regole uguali per tutti e capacità di ascolto e ha posto il problema del futuro come criterio di valutazione del bene comune qualche esponente di questa destra ha commentato con ironia. Cosa dicono adesso?&lt;br/&gt;Se la democrazia e la politica è ridotta alla gestione degli interessi particolari attraverso il principio di maggioranza è ovvio che l’abuso, la corruzione e la prevaricazione sono dietro l’angolo. Quello che è successo a Roma e a Milano sono il frutto di un modo di pensare la lotta politica e la democrazia. E’ un modo che può portarci solo verso l’imbarbarimento e l’autodistruzione. Ed Aosta non è dall’altra parte del pianeta. Per questo è importante, in ogni parte d’Italia, far sentire ora la nostra voce. E’ necessario che ognuno di noi si prenda la propria parte di responsabilità politica e dica, nei modi e nelle forme proprie della Costituzione che ci unisce, che onestà, regole, dovere non sono degli optional ma le uniche caratteristiche del vivere sociale che ci permettono di stare insieme. E’ necessario che ha dirlo e ha sentirlo siano tutti i cittadini, di destra e di sinistra, e che lo spazio civile della politica sia di nuovo riempito da chi lo detiene direttamente. Tutti noi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Fabio Protasoni&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Le regole</title>
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      <pubDate>Wed, 3 Mar 2010 12:16:41 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Voci/2010/3/3_Le_regole_files/raccolta_firme.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Media/object002_5.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:285px; height:214px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Il caos sulle liste elettorali in Lazio e in Lombardia sta scivolando, dal piano tragicomico di una vicenda legata alla sciatteria di alcuni gruppi dirigenti del centrodestra, a quello assai più pericoloso della messa in discussione delle regole della democrazia. Il documento dei vertici del Pdl e molte delle dichiarazioni che si sentono in queste ore da quelle parti cominciano ad essere farcite da parole assai grosse: complotto, provocazione, sostanza e non forma, attentato, accanimento,…&lt;br/&gt;Di cosa stiamo parlando? Le procedure per la presentazione delle liste elettorali sono varie e onerose un po’ in tutta Italia. Da tempo si discute di una loro riforma per garantire a tutti l’accesso alle competizioni elettorali e allo stesso tempo impedire che nell’esercizio del diritto all’elettorato attivo si possa annidare anche chi è animato da altri intenti anzichè quello di  proporre ai cittadini una opzione di scelta per il governo delle istituzioni. I Radicali e il PD hanno posto il problema in tempi non sospetti. Il governo in carica poteva pensarci ed è indubbio che, visto che non lo ha fatto, è il primo responsabile.  Detto questo, di fronte all’incidente senza colpa o al vizio formale la legge prevede già le forme e i modi per sanare, come spesso è accaduto in passato, senza che questo comporti la violazione di norme o di diritti personali o collettivi. Non è la prima volta che andiamo a elezioni.&lt;br/&gt;Ma nel Lazio e in Lombardia la questione che si pone è, nella maggior parte delle contestazioni, di ben altra natura. Qui non siamo di fronte ad un timbro mancante o ad una fotocopia sbiadita. Nel Lazio siamo di fronte alla “non presentazione” della lista nei tempi e nelle forme previste. La cronaca dei fatti, sostenuta da decine di giornalisti presenti, da video e da audio, è palese. Il responsabile della presentazione, poco prima della scadenza, se ne è andato con carte e firme e ha determinato l’esclusione della lista. Sorge ovvia la domanda: perché, in un momento così importante e decisivo, il signor Milioni ha pensato bene di andarsene? Quale motivo lo ha spinto? Doveva modificare in qualche modo le carte? Sarà la magistratura ad indagare. E’ evidente che di fronte alla mancata presentazione della lista si possa fare ben poco per risolvere la situazione e se al Governo o ad altri venisse in mente di trovare un cavillo o un escamotage “ad listam” si tratterebbe di una violazione del principio di uguaglianza di fronte alla legge. La questione, infatti,  non è tutelare un inesistente diritto dell’elettore del centro destra a vedere la propria lista sulla scheda. Questo è demandato interamente alla responsabilità dei dirigenti del Pdl perché è proprio questa la funzione primaria di un partito. Il problema che si pone e il vero diritto democratico che si deve tutelare è quello di mettere tutti i competitori sulla stessa linea di partenza. Per la Lombardia la questione è, se si può, ancora più grave. Si parla di firme false, scritte da una mano sola, che sono state disconosciute dagli elettori. In questo caso si va nel penale ed altri giudicheranno. Ma se alcuni devono seguire le procedure e altri no, se alcuni sono protetti e si possono permettere ogni violazione nell’impunità, al di là di destra e sinistra, quale democrazia stiamo costruendo? Se ciò accade quali sono le vittime? A me sembra, che in questo caso le vittime siano coloro che hanno seguito le regole, che sono stati ligi alle norme, che hanno raccolto le firme legalmente e che erano, con tutte le carte e  negli orari previsti dove dovevano essere. Sono costoro quelli che devono essere tutelati altrimenti è l’anarchia. E’ l’Italia dei furbi quella che vorrebbero Bondi, Cicchitto e la Russa? E’ questa la filosofia politica della destra? Le regole valgono solo per gli altri? Se la lista del PDl non sarà presente nel Lazio o nella Lombardia non è lo stato o la legge o gli altri soggetti politici che saranno presenti che devono essere biasimati ma solo ed esclusivamente i vertici dirigenziali del Pdl. “Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso”.  Sia chiaro: personalmente mi dispiace, per il vulnus alla qualità della competizione democratica, che il Pdl faccia così fatica a mettere in campo la propria presenza in regioni fondamentali per il paese. Ma, per favore, non si evochi il complotto o il destino cinico e baro. Un po’ di sana autocritica sarebbe sufficiente.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Protezione Civile: rischio di uno stato parallelo</title>
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      <pubDate>Wed, 24 Feb 2010 10:31:53 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Voci/2010/2/24_Protezione_Civile__rischio_di_uno_stato_parallelo_files/logo%20protezione%20civile.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Media/object003_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:285px; height:214px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Pubblicato su “Le Travail” n°3&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La vicenda giudiziaria che sta investendo la protezione civile e il suo imperatore Guido Bertolaso dovrebbe spingere tutti ad una riflessione. La questione delle responsabilità penali è cosa che vedranno i giudici a cui spetta l’onere della prova. Personalmente è cresciuta la mia stima nei confronti di Guido Bertolaso per lo stile che sta mantenendo nella contingenza della bagarre mediatica: dimissioni (anche se respinte e non confermate), fiducia nei giudici, contegno e pacatezza. Anche se traspare una altissima considerazione di sé è evidente la differenza con altri soggetti. Altra questione è il giudizio che come cittadini siamo chiamati a dare sul modello istituzionale e organizzativo che emerge dall’inchiesta. La Protezione civile si è via via strutturata come uno stato parallelo, più veloce, più efficace e più soddisfacente di quello ordinario. Il perché è semplice: la Protezione Civile, attraverso lo strumento dell’ordinanza è in grado di agire in deroga alle leggi ordinarie saltando procedure, controlli e regole e ottimizzando i tempi che intercorrono dalla decisione alla realizzazione. E’ evidente a tutti che in una situazione di emergenza questo sia assolutamente necessario salvo assumersi le responsabilità che questo comporta. Nel 2001 l’allora governo Berlusconi ottenne di ampliare i compiti della Protezione aggiungendo grandi eventi, situazioni particolari e straordinarie o semplicemente richieste da enti e istituzioni in difficoltà di esecuzione. Succede così che la PC comincia ad occuparsi di ogni cosa. Dal traffico, ai rifiuti, al G8, al 150° anniversario dell’unità d’Italia aggiungendo all’emergenza anche l’urgenza e poi la presunta urgenza.  Con due conseguenze dirette: 1)la PC diventa seducente per tutti coloro che vogliono fare affari bypassando le regole 2) si sostituisce lo stato con un altro stato dotato di regole proprie e totalmente indipendente dal controllo democratico degli organi costituzionali come la Corte dei Conti, il Parlamento o l’amministrazione degli enti locali.&lt;br/&gt;Il ragionamento che si sente fare in questi giorni dagli esponenti della destra è grosso modo il seguente: lo stato come è attualmente e la burocrazia vigente impediscono il “fare”, l’azione rapida ed efficace. Questa Protezione Civile e l’uso delle ordinanza è lo strumento per fare e per fare bene proprio perché aggira lo stato e le regole e permette l’efficienza. Ne deriva uno stato dentro lo stato, una sorta di braccio operativo del Presidente del Consiglio che fa e disfa, progetta, appalta e realizza, decide cosa, chi e dove e risponde direttamente a lui. Questo è il modello caro a Berlusconi che troppo spesso ha promesso di riformare lo stato senza farlo realmente. Ci si lamenta dei vincoli di istituzioni vecchie e senza risorse, si interviene in deroga, si risolve parzialmente o si mette una toppa, ci si prende il merito, si lasciano le istituzioni che si sono trovate vecchie come prima e senza risorse. Napoli docet. Se poi dentro questo meccanismo si inserisce l’interesse privato, il malaffare e la criminalità tutti possono capire che è come mettere in mano la pistola al proprio assassino. Possiamo rinunciare alle regole e alle garanzie in nome dell’efficienza?  La riflessione che vorrei proporre non è, però, semplicemente quella che deriva da un giudizio politico sull’operato del governo nazionale. Credo che gli stessi principi di equilibrio istituzionale, di contrappeso e di garanzia dovrebbero farci riflettere sull’assetto della nostra Valle d’Aosta. La sedimentazione istituzionale dell’autonomia e il rapporto socio-economico con il nostro territorio hanno costruito un sistema incentrato sulla istituzione-regione e, in particolare, sulla figura del suo Presidente che assume su di sé cariche e poteri degni di “Bertolaso”. Un processo di accentramento che anche negli ultimi mesi ha avuto passi significativi. Quando, come è successo per la vicenda della legge sulla consulta femminile, di fronte alla critica che viene dalle associazioni di rappresentanza che evidenzia il restringimento della partecipazione delle stesse, si risponde con arroganza e addirittura con violenza è obbiettivamente difficile pensare al nostro sistema come il migliore dei mondi possibili. Troppi sono i luoghi della rappresentanza e della partecipazione, anche istituzionale, che, in nome del “non perdere tempo”, si ignorano o si aboliscono.   Forse è ora di chiederci se questo assetto non sia da rivedere decentrando poteri agli enti locali, investendo sull’autonomia della società civile, definendo regole e strumenti nuovi di contrappeso, di controllo e soprattutto di partecipazione. L’essenza della democrazia, dice il filosofo, non è “chi comanda” ma come si controlla “chi comanda”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Fabio Protasoni&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Documento PD VDA sulla povertà</title>
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      <pubDate>Wed, 24 Feb 2010 10:27:25 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Voci/2010/2/24_Documento_PD_VDA_sulla_povert%C3%A0_files/IMG_4936.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Media/object002_2.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:285px; height:214px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il 2010 è stato proclamato dall'Unione europea Anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, elaborare e praticare  nuove risposte all’esclusione sociale e alla miseria e dare una nuova speranza a milioni di persone colpite dalla piaga della povertà, istituzioni, partiti e sindacati, associazioni e diverse realtà ecclesiali stanno lanciando in questi giorni iniziative e progetti per fare qualcosa di concreto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La crisi economica ha, tra l’altro, aggravato ulteriormente la situazione lasciando, da un giorno all’altro, milioni di persone in una situazione di crescente disagio economico.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In Valle d’Aosta si moltiplicano i segnali di allarme.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel 2009 si sono persi oltre 1000 posti di lavoro, La Cig richiesta dai vari comparti è aumentata, rispetto all'anno precedente, di oltre il 160% e, se si prende in considerazione la sola cassa ordinaria richiesta dal settore secondario, l'incremento registrato è stato di oltre il 300%. I lavoratori in mobilità a fine 2008, inoltre, erano meno di 500 unità, mentre a fine agosto il loro numero aveva già superato le 700 unità e a novembre si attestava oltre le 900 unità. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Secondo l’indagine dell’Osservatorio regionale per le Politiche sociali Il 5% delle famiglie residenti in Valle d’Aosta (3000 famiglie) vive sotto la soglia di povertà, ovvero con meno di 400 euro al mese.Gravissima, in particolare, sta diventando la situazione di quelle 400 famiglie composte da un solo genitore con uno o più figli che stanno pagando un prezzo altissimo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E ancora… la mensa della Caritas “Tavola amica di via Gorret ha erogato più di 20000 pasti nel corso dello scorso anno e più volte ha denunciato l’aumento delle richieste di sostegno di famiglie e singole persone che non riescono ad uscire da sole dalla situazione di disagio in cui sono cadute.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Da ultimo il nostro gruppo regionale ha denunciato la situazione di 122 le famiglie che nel 2009 si sono viste pignorare la casa per non essere riuscite a pagare le rate del mutuo acceso per l’acquisto dell’abitazione, con un aumento dell’11% in rapporto al 2008.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutti gli indicatori economici portano a prevedere che il 2010 sarà ancora un anno nero in cui le conseguenze sociali della crisi e i problemi irrisolti dell’esclusione sociale porteranno, in assenza di politiche straordinarie di contrasto, ad un ulteriore aggravamento della situazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ecco perché i provvedimenti anticrisi approvati dal Consiglio regionale sono stati e sono passi importanti e positivi per le famiglie e per le imprese e perché è possibile e necessario continuare su quel percorso. Si tratta di incidere concretamente, e con più forza, nei confronti di quelle persone e di quelle famglie fragili che sono oggi più vulnerabili. Si tratta, in sostanza, di non fare parti uguali tra diseguali ma, attraverso interventi efficaci e risorse finanziarie adeguate, aiutare di più chi è più in difficoltà.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per questi motivi l’Assemblea Regionale del Partito Democratico impegna i propri organismi e i propri gruppi consiliari ad allargare e qualificare ulteriormente la propria azione politica e istituzionale e ha promuovere, anche in vista delle prossime elezioni amministrative, una forte azione per rilanciare il dibattito e le proposte intorno alla lotta alla povertà.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Crediamo che occorrano azioni rapide e ampie, una progettualità condivisa e una forte concertazione con tutte le realtà della società civile che oggi sono impegnate sul campo.&lt;br/&gt;L’obiettivo è quello di qualificare, ancora di più, l’azione delle istituzioni sostenendo il terzo settore  e ampliando le risorse a disposizione sul modello, ad esempio, di quanto fatto dall’assessorato ai servizi sociali del comune di Aosta.&lt;br/&gt;In questo quadro Il PD vuole anche esprimere un ringraziamento a tutti coloro che si stanno adoperando sul nostro territorio per questi obiettivi e, da ultima, alla Caritas che in questi giorni hanno lanciato la campagna &amp;quot;Zero Poverty&amp;quot;, che Caritas Europa promuove in occasione dell'Anno europeo di lotta alla povertà e all'esclusione sociale e alla quale il PD conferma il suo sostegno e la sua attenzione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Verres, 22 Febbraio 2010 &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Meno tasse? Ecco gli aumenti&#13;del governo Berlusconi</title>
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      <pubDate>Mon, 8 Feb 2010 07:54:01 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Voci/2010/2/8_Meno_tasse_Ecco_gli_aumentidel_governo_Berlusconi_files/berlusca-pinocchio3000_img.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Media/object001_4.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:285px; height:214px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Fassina smonta le bugie del premier: &amp;quot;L'ICI al 60% delle famiglie l'ha tolta Prodi, mentre lui aumenta le tasse a lavoratori e imprese&amp;quot;. Bersani: &amp;quot;Anno record, lavoreremo per pagare le tasse fino al 23 giugno!&amp;quot;. Leggi le 5 bugie del governo&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;quot;Abbiamo abbassato le tasse, togliendo l'Ici e togliendo 2 miliardi alle imprese&amp;quot;. Il problema è che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ne è convinto. Pure per telefono lo racconta, come ha fatto sabato mattina chiamando (!!) all'inaugurazione dell'autostrada pedemontana lombarda, stamane a Cassano Magnago, in provincia di Varese. &amp;quot;Nonostante la crisi l'Italia c'è, non abbiamo aumentato le tasse e sosteniamo le famiglie e chi ha perso il lavoro&amp;quot;.  Berlusconi era al telfono, chissà da dove. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ferma subito la grancassa delle bugie: &amp;quot;Non so in quale paese vive. Da quando il governo ha detto che la crisi era passeggera e psicologica, abbiamo 700 mila disoccupati in più, un milione di persone sotto ammortizzatori sociali e decine di migliaia di piccole imprese saltate o a rischio fallimento. Questi sono problemi che - per il segretario del Pd - si devono affrontare con un piglio più deciso e non raccontando fantasie&amp;quot;.   Diciamo la verità, anzi le verità, che sono proprio tutto il contrario come ribatte Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro nella segreteria del PD:  1) E' stato il governo Prodi a eliminare l’Ici al 60% delle famiglie.   2)Il governo Berlusconi le tasse le ha aumentate a lavoratori e imprese, dal momento che ha eliminato numerose detrazioni fiscali: - la detrazione del 55% per le ristrutturazioni edilizie finalizzate al risparmio energetico;  - la detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali;  - la detrazione del 19% per le spese di aggiornamento degli insegnanti.   3) Il governo Berlusconi le tasse le ha aumentate alle imprese, dato che sono stati svuotati, mediante il click day, i crediti di imposta per ricerca e innovazione, e per gli investimenti nel Mezzogiorno.   4) Il governo Berlusconi le tasse le ha aumentate a lavoratori e imprese, non restituendo il fiscal drag degli ultimi due anni e introducendo una pesante tassa sulle memorie virtuali dei dispositivi elettronici, quantificata, in media, in 100 euro l’anno a famiglia.   5)Il governo Berlusconi ha messo le mani nelle tasche degli italiani attraverso una serie di aumenti: - l’aumento delle tariffe dell’acqua e del gas,  - l'aumento dei pedaggi autostradali, del costo dei biglietti dei treni e degli aerei, - l'aumento dei premi delle assicurazioni.   E Fassina fa notare un dato che tanti analisti economici sui giornali non cosniderano mai: &amp;quot;Nonostante una recessione più pesante della media dell’area euro, abbiamo un’inflazione più alta. Così I lavoratori perdono potere d’acquisto e le imprese competitività”.  Riguardo le tasse lo stesso Bersani ha ricordato che sono cresciute dato che &amp;quot;siamo arrivati al 23 giugno come giorno in cui finiamo di lavorare per lo Stato. È un record&amp;quot;.  Gli dà ragione l'associazione dei consumatori Federcontribuenti: &amp;quot;Silvio Berlusconi mente quando dice di avere abbassato le tasse. Anzi no: i grandi evasori con lo scudo fiscale hanno pagato quattro volte meno di un lavoratore dipendente - afferma il il presidente della Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro - Tutti gli indicatori confermano il contrario, al punto che quest'anno serve un giorno in più di lavoro proprio per poterle pagare&amp;quot;.  &amp;quot;Il presidente del Consiglio ha preso ogni contatto con la realtà - afferma Giuseppe Fioroni, presidente del Forum Welfare del Partito Democratico - i risultati del governo? C'é chi si uccide perché perde il lavoro. Il 60% dei disoccupati ha meno di 34 anni. La scuola è un bancomat da cui prelevare risorse, privando i nostri giovani del futuro. Aumentano le famiglie povere. Creare una nuova famiglia è diventato un lusso. Ma il presidente del Consiglio continua a parlare, parlare, parlare senza passare ai fatti. Non è che si è davvero illuso che con le parole -e mi scuso per la metafora- si possano moltiplicare i pani e i pesci?&amp;quot;.  Piero Fassino a Ivrea nel corso di un incontro con i lavoratori del gruppo Eutelia – Agile in lotta da mesi per evitare la liquidazione della loro azienda ha bollato le parole del premier come &amp;quot;una colossale bugia e un inganno a danno degli italiani. Ogni qual volta ci si avvicina ad elezioni - ha aggiunto Fassino - Berlusconi rispolvera il vessillo della riduzione delle tasse. E pur di raccattare qualche voto non esita a ricorrere alla ‘pubblicità ingannevole’. Per Berlusconi l’importante non è che una cosa sia vera, ma farla credere vera. Soltanto che il trucco è sempre più scoperto e non riesce più a nascondere quel che milioni di italiani vedono: la crisi morde sul lavoro, sul reddito e sulla vita di milioni di tantissime persone&amp;quot;.&lt;br/&gt;E poi il governo non fa nulla... Grazie Silvio, la prossima volta risparmiati la telefonata, anche perché magari starai pensando ad aumentare il costo pure di quelle nel prossimo taglio delle tasse...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Marco Laudonio&lt;br/&gt;</description>
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      <title>CHE COSA VORRESTI PER IL TUO COMUNE?</title>
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      <pubDate>Fri, 29 Jan 2010 09:03:08 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Voci/2010/1/29_CHE_COSA_VORRESTI_PER_IL_TUO_COMUNE_files/n100000727781269_4817.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Media/object002_3.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:200px; height:200px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Il diritto al lavoro. Più servizi alla persona. Un futuro per i giovani. Più attenzione al territorio. Una rete di trasporti pubblici efficiente e pulita.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Anche nel tuo Comune, il Partito Democratico della Valle d’Aosta vuole realizzare politiche vere di centrosinistra, attraverso una concreta azione amministrativa. Ma prima tocca a te. Partecipa attivamente. Facci sapere cosa vorresti vedere realizzato o migliorato nel tuo Comune. La tua segnalazione contribuirà a formare il programma del PD per le prossime elezioni amministrative del 23 maggio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Puoi partecipare in due semplici modi:&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;1) via internet, sul sito: &lt;a href=&quot;http://www.ilcomunechevorrei.vda.it/&quot;&gt;www.ilcomunechevorrei.vda.it&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Puoi scrivere un messaggio con la tua proposta, oppure linkare un video o inviare delle fotografie. I tuoi suggerimenti saranno pubblicati sul blog e diventeranno spunti di dibattito e di commento per gli altri utenti del sito.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;2) via telefono, chiamando il numero 331 1449455&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Puoi inviare un sms dal tuo cellulare con la proposta riguardante il tuo comune di residenza o di lavoro, oppure puoi telefonare e lasciare un messaggio in segreteria telefonica.</description>
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